In tema di comunicazione e strategie di come arrivare alla gente, per non farsi mettere all'angolo dalle liste, perchè non mettersi volontariamente all'angolo (di ogni strada)?
Non prendetela come una boutade, ma come una proposta per i candidati più creativi alle prossime amministrative: perchè non seguire il modello Hyde Park in chiave propositiva, durante la campagna elettorale?
lo stanno facendo alcuni giovani a milano in vista delle elezioni.
lo vedrei bene anche a sondrio, magari durante il mercato o in occasioni simili.
Un candidato arriva con la sua bella sedia sotto il braccio e si mette a parlare di un punto del programma di Sondrio 2020, leggendo o aiutandosi con un megafono o un cartellone scritto.
http://www.youtube.com/watch?v=8uLJYxGh4xk
E purquà pà?
Innanzitutto, rispetto ad un tema forte come quello della mobilità, il confronto con Lecco mostra dati preoccupanti in riferimento ad un indicatore quale il tasso di motorizzazione (numero di automobili per 1000 abitanti). Non soltanto il trend è crescente, per il capoluogo valtellinese, negli ultimi 10 anni, ma si registrano valori addirittura più alti di quelli della città del lago.
SONDRIO

LECCO

Insomma, la mobilità è questione complessa, problema anche culturale che necessita di una vera rieducazione alla sostenibilità. E problema che riguarda più che altro il congestionamento, dimensione che va a toccare la delicatissima sfera percettiva di ogni individuo. Compito dell’amministrazione, in questo caso, è quello di far assumere al cittadino una consapevolezza critica nell’uso dell’automobile. Esiste un’alternativa credibile alla metastasi del parco veicolare?
Un tema strettamente connesso a quello della mobilità è poi relativo all’inquinamento atmosferico. Qui, con riferimento al particolato atmosferico (le famigerate PM10), Sondrio mostra la peggiore performance tra i Comuni del mandamento in termini di sforamento dei limiti legali.

Il dato curioso, però, proviene da un’analisi più attenta delle determinanti del PM10: contrariamente a quanto succede nelle altre province lombarde, infatti, la gran parte del livello di PM10 si spiega con il consumo di legna (per il riscaldamento) e non col trasporto su strada.

Probabilmente, non di scarso rilievo è la produzione di energia da biomassa, attraverso il pellet: su queste forme controverse di energie rinnovabili bisognerebbe mostrare maggiore prudenza, così come rispetto ad ipotesi similari, quali quelle di un termovalorizzatore. Anche quest’ultimo avrebbe un peso rilevante sulla produzione di particolato: accanto, dunque, a considerazioni di risparmio energetico, dovrebbe prevalere anche una valutazione attenta dei costi in termini appunto di inquinamento atmosferico.
Piuttosto, sarebbe interessante fare proposte e approfondire nuove possibilità, quali quelle offerte dalla bioedilizia o dalle case zero emissions o a riscaldamento passivo.
Infine, una considerazione di marketing strategico spiccio. La comunicazione è importante, soprattutto in fase di campagna elettorale. Se si cerca di capire quali sono i temi cari alle persone, perché non dare una sbirciata alle basi dati disponibili? Una bella indagine ISTAT sulla Lombardia mostra la scala di rilevanza dei problemi ambientali, per i cittadini lombardi: al primo posto mobilità e qualità dell’aria; tra gli ultimi, i rifiuti.

Il che non significa che non sia importante comunicare questioni senz’altro di sostanza quali il passaggio tassa-tariffa. Significa, però, cercare di andare incontro a quelli che sono i problemi in grado di destare immediatamente l’attenzione delle persone. I numeri e le inchieste, si badi bene, vanno sempre interpretati cum grano salis.
Ma, come direbbero qui, se esistono e sono di facile lettura… Pourquoi pas?
Senz'altro bisogna essere concreti. Senz'altro è necessario pensare alla sostenibilità economica-finanziaria di ogni progetto, visto anche una campagna elettorale che avrà per forza di cose durata fulminante.
La visione (e la capacità di essere visionari), però, non guastano mai per suggerire un'idea o, quanto meno, un indirizzo verso cui tendere. In questo, l'amministrazione Bianchini lo è stata anche a contrario, come mostra il progetto di Piazza Garibaldi, orrendamente violentata in attesa di conoscere il suo destino. Vogliamo davvero un mega parcheggio sotterraneo che, ancora di più, attragga automobili a Sondrio congestionandola ulteriormente?

Non possiamo essere visionari anche noi, questa volta in positivo?
La provocazione nasce, a volte, dalle analogie: le grand treu di Les Halles era diventato famoso, qualche decennio fa, a Parigi.

Il gran buco di Les Halles dovette essere ripensato per riqualificare in modo intelligente uno dei quartieri storici della capitale. Ne è uscito fuori un centro commerciale a cascata, famoso in tutta Europa: una soluzione non certo amata da tutti i Parigini, ma un'incredibile dimostrazione di operatività del decisore pubblico.

E allora perchè non sognare di riempire il grand treu di Place de Garibaldi con l'immaginazione e la creatività dei giovani?
In questi giorni, tutti gli spunti e i feedbacks che ho letto chiedono sottovoce (e neanche tanto) una Sondrio più attenta alla socialità e alle opportunità delle giovani generazioni.
Spazi di aggregazione, concerti, eventi che attivino il dinamismo sopito del capoluogo. Perchè non pensare un luogo di attrazione centripeta (che appunto chieda un centro!) di queste opportunità, in modo che le stesse si irradino poi su tutto il territorio di Sondrio?
Una piazza che sia veicolo di comunicazione, con spazi dedicati all'incontro; pensata per accogliere concerti o il consiglio comunale giovani; uno spazio moderno coperto da una rete wi-fi per la connessione in rete? Uno spazio dinamico pronto a turbinare idee, cuore pulsante di una città che ha bisogno di una nuova circolazione di fantasia?
YES WE DREAM!
Sul blog, in questi giorni, metterò contributi rispetto a mobilità e bike sharing.
E' senz'altro un tema specifico, come quello della biblioteca, ma credo si debba sempre partire da una pietra angolare per costruire un sistema.
Io ci terrei e ci tengo a sostenere l'introduzione delle biciclette comunali per tanti motivi, non escluso il fatto che è un tema APPEALING e penso che l'innovazione passi anche dalla capacità di accattivare le persone e di attivarne la curiosità.
Prima di tutto, però, l'introduzione del bike sharing è FUNZIONALE ad una mobilità più sostenibile.
Qui a Parigi i Velib (le biciclette pubbliche) funzionano che è una meraviglia, così come a Barcellona (e li stanno introducendo anche a Milano): alla possibile obiezione
"Ma sono città grandi, che c'entrano con Sondrio?"
risponderei che semmai è curioso che ci abbiano pensato prima metropoli di queste dimensioni, dove è senz'altro più difficile e rilevante investire risorse per un progetto di mobilità tanto alternativo, che un piccolo paese delle Alpi, fatto apposta per essere PENSATO a misura di pedone e bicicletta.
Ad un'analisi più attenta, del resto, non è neppure del tutto vero che ci hanno pensato per prime: in Italia da anni è attivo il progetto Bici in Città (www.biciincitta.it) con l'elenco di tutti i Comuni, e sono davvero tanti, che soprattutto nel centro Italia hanno pensato a questa opzione.
Il sistema delle biciclette comunali potrebbe essere un perno su cui far ruotare una concezione di mobilità sostenibile, che riavvicini la città all'idea della seconda giunta Molteni.
Un amico architetto di qui ha finito di fare degli schizzi (niente di trascendentale, ma graziosi) immaginando delle piste ciclabili a Sondrio. Mi ha incuriosito vedere che ne è venuto fuori un qualcosa di molto simile alle strisce tanto odiate ma tanto funzionali che Bianca Bianchini e la sua amministrazione hanno cancellato.
In ogni caso, se si impostasse un discorso su:
- biciclette comunali in isole strategiche a disposizione dei lavoratori che arrivano da fuori Sondrio
- sfruttamento e potenziamento dei parcheggi più esterni
- sostituzione delle linee urbane di trasporto con bus a chiamata tipo 'radiobus' (ho scoperto con somma sorpresa che, in realtà, il bus a chiamata è già attivo a sondrio, o almeno così è scritto sul sito del comune) molto più economici in termini di gestione di linee a percorso fisso
- segnaletica di accompagnamento amica della bicicletta (all'ultima conferenza sulla bicicletta hanno pubblicato un quaderno interessante sul tema)
- strumenti complementari per chi la macchina la deve proprio utilizzare (Legambiente in tutta Italia organizza il car sharing e credo che, in termini di fattibilità economica, non sarebbe un peso pensarlo anche su Sondrio con una sola vasca)

- campagna massiccia di informazione per 'educare' alla mobilità: l'ABiCì -cletta: grammatica della mobilità
Beh, penso che Sondrio potrebbe diventare molto più sostenibile e meno congestionata, senza trascurare il discorso percettivo: nel 2003 Bianca Bianchini vinse
terrorizzando le persone sul traffico...
I Sondriesi, però, quando vanno a Milano, danno per scontata la presenza delle code e considerano vicino un parcheggio a 600 metri dal posto dove devono andare. Forse non sarebbe stupido fare qualche riflessione proprio sulla dimensione percettiva della mobilità.
Come sempre, sarà utile collezionare dati sullo stato dell'arte, documenti tra quelli segnalati, qualche buona citazione letteraria da un libro stroardinario come "Piccolo trattato di ciclosofia": lo farò nei prossimi post.
E il prossimo fine settimana andrò in giro con un amico a fare mini video per pubblicizzare il velib e le biciclette comunali sul blog.

Ciclosognare costa poco, e forse può far risparmiare qualche soldo anche all'amministrazione pubblica.
Yes we can!
Mentre attendo ancora il primo commento su questo blog dall'area PD (locale), a parte gli scambi proficui con Michele, Daniele e Giovanni Bettini, arrivano gli auguri da Bernard Warner, inviato italiano del Times di Londra.
Ciao Luciano,
I am just reading through your blog now. I really hope this idea takes off. I am fascinated by the impact blogs and social media have had on the business world, and, we can hope, on the political world in the future. Just this week a Facebook demonstration against FARC in Columbia attracted hundreds of thousands to the streets of Caracas. That's powerful! If it can work in Columbia to generate some change, why can't it do so here in a G8 country. (I am just back from several days in London. Perhaps this explains my optimism)
But it takes time, I realise. In the meantime, please keep me posted on how AttivaSondrio is developing. It's an area I have a strong personal and professional interest in.
Regards,
Bernhard
La riorganizzazione del servizio bibliotecario sondriese è un tema che mi sta molto a cuore, uno di quelli che non possono essere tralasciati dal prossimo amministratore. Utilizzando la metafora facile del linguaggio multimediale, se la USERID è attivasondrio, la password per poter accedere la dobbiamo inventare insieme...

Qui potete leggere un documento di proposta.
Lo sviluppo di politiche culturali efficaci non può prescindere dalla centralità di un sistema bibliotecario forte. Utilizzo la parola sistema bibliotecario non a caso. La biblioteca è spesso erroneamente identificata con un edificio, portando con sè una concezione chiusa e statica. Si tratta invece di un servizio e come tale richiede il ruolo di indirizzo del potere pubblico.
Tanto più dal momento in cui, per scelte opinabili ma compiute della passata amministrazione, nuove strutture sono state aperte. Si tratta di armonizzare le stesse, di fare in modo che i fattori non siano sostituti ma complementi. Che non si pestino i piedi a vicenda, per dirla fuori dai denti.
Nelle prossime settimane, posterò un documento con qualche proposta concreta. Prima, sarà importante anche descrivere un po' lo stato dell'arte, con qualche dato indicativo (e questo sarà materia di un prossimo post).
Poichè la letteratura, ne sono convinto, ha una sua funzione sociale, per capire da dove si parte mi pare intelligente buttare qualche fondamenta di letteratura:
Cosa è più importante delle biblioteche, se non il fatto che esistono? (Archibald McLeish)
La Biblioteca perdurerà: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta. (Jorge Luis Borges)
Le biblioteche non si fanno; crescono. (Augustine Birrell)
Non c'è nulla che mi faccia sentir male come la porta chiusa di una biblioteca (Barbara Tuchman)
Ora, cos'è importante nel problema dell'accessibilità agli scaffali? È che uno dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in biblioteca perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale funzione della biblioteca, almeno la funzione della biblioteca di casa mia e di qualsiasi amico che possiamo andare a visitare, è di scoprire dei libri di cui non si sospettava l'esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema importanza per noi. (Umberto Eco)
Su quante biblioteche di persone private, come sulle bottiglie del farmacista, si dovrebbe scrivere: "Solo per uso esterno"! (Alphonse Dudet)

Un bel documento redatto come piattaforma base sulla mobilità da alcuni esperti per il PD lombardo. Chiaramente a noi interessa la dimensione comunale e la realizzabilità di un progetto. Penso, però, si tratti di un buon punto di partenza, su cui varrebbe la pena discutere.
Credo che Sondrio dovrebbe essere ripensata rispetto alle sue dimensioni e alle sue misure.
Misure di pedone e di ciclista, prevalentemente.
Che ne pensate?
1. Priorità al Trasporto pubblico, soprattutto quello su ferro.
Il trasporto collettivo deve poter disporre di investimenti adeguati, di strategie coraggiose. Le risorse pubbliche sono scarse, vanno indirizzate più decisamente su questa priorità. La Regione e le Province devono indirizzare in tal senso i loro bilanci e Piani dei trasporti. Perchè i mezzi pubblici devono avere diritto di precedenza, spazi adeguati, corsie preferenziali. Devono poter competere in qualità e accessibilità con i mezzi privati.
2. Garantire l'efficienza del servizio.
Le aziende che gestiscono, a livello locale e regionale, i servizi di trasporto pubblico e pendolari, dai livelli locali a quelli regionali, devono essere controllate con più rigore, con osservatori partecipati dagli utenti, sulla base di obiettivi chiaramente quantificati e adeguati alle necessità. I gestori devono essere selezionati in un regime di concorrenza e ricerca del merito, quelli che non rispettano gli obiettivi di efficienza e qualità del servizio devono essere sostituiti.
3. Progettare insieme alle imprese.
Siano esse pubbliche e private, le imprese vanno stimolate a rispettare l'impegno di adottare il Mobility management, per trovare le soluzioni migliori affinché i loro dipendenti siano messi nelle condizioni di non usare l'auto negli spostamenti casa e lavoro (con incentivi, navette, car pooling, orari flessibili, telelavoro,...). La Regione, le Province, i Comuni più grandi devono dare l'esempio e coordinare tra loro le iniziative sul territorio.
4. Premiare chi non usa l'auto.
Chi sceglie di muoversi in modo diverso deve essere sostenuto, premiato, informato delle alternative. La tariffa deve essere unica e integrata tra tutti i mezzi urbani ed extra urbani. Le frequenze e la qualità devono migliorare. I parcheggi esterni alle aree urbane e il trasporto pubblico devono essere integrati tra loro, accessibili e sicuri anche negli orari serali. La detrazione, prevista dalla Finanziaria, del 19% sull'Irpef per la cifra spesa in abbonamento ai mezzi pubblici locali e su ferro, deve essere rafforzata anche con misure analoghe di finanza regionale.
5. Premiare chi si libera dell'auto.
La nuova finanziaria offre incentivi finalmente anche a chi decide di disfarsi dell'auto (150 euro e 3 anni di abbonamento ai mezzi pubblici o 800 euro se si passa al carsharing). Ora vanno offerte, a Milano e nei centri urbani maggiori, le soluzioni più flessibili e quindi adatte a questa nuova domanda (i bus a chiamata, il car e il bike sharing, i taxi collettivi, la semplificazione nell'accesso ai servizi). Vanno sostenute uscendo dalla logica della sola sperimentazione, con supporti finanziari adeguati o liberalizzando alcuni servizi.
6. Restituire gli spazi urbani a ciclisti e pedoni.
Le aree urbane lombarde devono promuovere l'uso della bicicletta non solo per il tempo libero, ma anche negli spostamenti casa-lavoro al loro interno. A una città come Milano non bastano gli attuali miseri 67 km di piste ciclabili, né i 120 km promessi dalla sua giunta entro il 2011. Torino e Roma ne hanno già oggi più di così. A Vienna ce ne sono 1.000, a Monaco, Stoccolma e Hannover 750 .
7. Costruire l'abbonamento regionale alle città sostenibili.
Progettare in Regione e nelle Province, in modo integrato tra le politiche della mobilità e le politiche per il tempo libero e la scuola, un sistema di convenienze che metta in rete, che renda più accessibile, che dia valore a quanto di meglio possono offrire le città lombarde (l'uso del mezzo pubblico e della bici integrato alla fruizione di scuole, cultura e spazi di incontro, per esempio).
8. Il roadpricing a Milano: non aspettare la fine del 2008 senza far nulla
Progettare fin da ora, per poter mettere in campo a fine anno, una versione più ambiziosa ed efficace del roadpricing per l'area metropolitana milanese. Imparare da Londra , Stoccolma, Oslo e fare da nave scuola per le altre città italiane. Garantire e dimostrare che siano effettivamente reinvestite sulla mobilità sostenibile dell'area milanese tutte le risorse raccolte con il roadpricing, la sosta a pagamento, le sanzioni, dando conto del loro uso in modo trasparente ai cittadini.
9. Affrontare in modo radicale il nodo del trasporto merci a scala regionale e urbana
Avviare interventi infrastrutturali adeguati sulle rete regionale del trasporto merci su ferro, mirati a cogliere l'opportunità di collegamenti europei aperte di recente e in progettazione dalle Ferrovie Svizzere con l'apertura della Nuova Ferrovia Transalpina. Integrare il potenziamento con interventi di promozione del trasporto combinato e di tariffazione, sulle reti delle viabilità provinciali e regionali, mirati a disincentivare il trasporto merci con mezzi su gomma e inquinanti .
A scala urbana attivare misure per riorganizzare la logistica delle merci e per regolamentare gli orari di carico - scarico merci.
10. Riduzione della domanda di mobilità: autostrade digitali e politiche territoriali
Completare l'infrastrutturazione della rete internet a banda larga e promuoverne l'utilizzo con un Piano di scala regionale e con Programmi di attuazione a livello provinciale che mettano in campo misure finalizzate a ridurre la domanda di mobilità delle merci e delle persone (il telelavoro, le videoconferenze, ecc). Orientare con rigore le pianificazioni e le trasformazioni territoriali al principio della massima accessibilità, impedendo localizzazioni di funzioni strategiche in aree non servite dal trasporto pubblico.

4662 firme.
Le primarie del 14 ottobre sono state ovunque, e soprattutto in Valtellina, uno straordinario esempio di democrazia e civismo. Dopo l'entusiasmo dei numeri, però, la fase politica italiana ha attraversato ed attraversa una fase di sbandamento. L'innegabile crisi di sistema richiede una risposta propositiva, partendo dal basso e da quello che ci sta più vicino.
E' arrivato il momento di dare ai tanti numeri una voce.
La tua voce, anche. La nostra.
Questo blog nasce come il desiderio di essere un laboratorio fluido: un’idea palla di neve che scivoli a valle (o in Valle?) accumulando energia mano a mano che si riempie di contributi.
È il momento di dare sfogo alla creatività e proporre, da protagonisti, una nuova narrazione di Sondrio. Una nuova progettualità che metta al centro ognuno perchè ognuno sia il centro di tutti.
Dopo le primarie dell’entusiasmo, è primario cimentarsi con la fatica di dire. E di fare.
Che Sondrio vuoi? Che Sondrio vogliamo?
Quale mobilità? Quale cultura? Quale comunicazione? Domande concrete che necessitano di risposte concrete. E operative.
Questo blog non avrà censori e raccoglierà ogni spunto nel loro semplice divenire, e proporsi.
Acqua che scorre e che dà forma ad un contenitore.
Non con un piccolo salto.
Ma col balzo propositivo della fantasia.
Di volta in volta, in questo spazio verranno proposti spunti, documenti o riflessioni utili a suggerire una Sondrio concreta. Se avete dei contributi, o idee, o se volete commentare quanto verrà proposto, non esitate. Oserei dire che il dovere civico è un diritto da difendere con i denti.
Per qualsiasi proposta, scrivete a foscocasantica@libero.it
Se conoscete esperienze amministrative interessanti, non esitate a dircelo: suggeriremo barbaramente di copiarle.
Se siete demotivati e avete perso ogni fiducia, esercitate con consapevolezza il silenzio.
E infine, come diceva Picasso, se una mattina ti svegli e non sai cosa disegnare, metti del nero sulla tela.
A presto per gli aggiornamenti!